Attualità

 

C. Giron-Panel/ A.-M. Goulet (ed.), La musique à Rome au XVIIe siècle : études et perspectives de recherche, Roma 2012.

Circolazione e transfer culturali: musica e musicisti tra Venezia e Napoli (1650-1750)

Caroline Giron-Panel
Giuseppe Vasi, Porta del Popolo (esterno), Rome, 1747.
Jacopo Guarana, L'apothéose de la musique, 1776-1778, Venise, Ospedaletto (salle de la musique)

Tramite un approccio interdisciplinare tra storia e musicologia, questo studio si prefigge di confrontare differenti fonti con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle modalità di circolazione dei musicisti e delle loro opere tra Venezia e Napoli tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Allo stesso tempo si propone di comprendere come il soggiorno a Napoli e Venezia, che si contendevano all’epoca il titolo di “città della musica”, ha potuto influenzare le loro carriere e le loro composizioni.
Ci si focalizzerà sui musicisti stranieri presenti in Italia che, come Johann Adolf Hasse, hanno importato nella penisola dei metodi ed uno stile ultramontano, ma che hanno anche permesso la circolazione di modelli tra Napoli e Venezia.
Attraverso uno studio comparativo degli ospedali veneziani e dei conservatori napoletani, si propone altresì un approccio incrociato, studiando differenti centri culturali italiani per comprendere meglio come un “modello italiano” ha potuto essere percepito dagli stranieri e, eventualmente, adattato oltralpe.

 

 

Presenza di musicisti stranieri a Venezia e Napoli tra 1650 e 1750

Questo primo asse di ricerca mira a costituire un corpus con il fine di incrementare la base dati del progetto MUSICI, interessandosi esclusivamente ai musicisti che hanno soggiornato a Venezia e Napoli durante il secolo preso in considerazione. Una ricerca preliminare nella bibliografia, completata da sondaggi negli archivi delle due città, dovrebbe permettere di raccogliere numerose informazioni sui soggiorni italiani dei musicisti oggetto dello studio, ma anche sull’influenza di questi soggiorni sulle loro creazioni posteriori. A questo scopo, uno studio sul pensiero di questi musicisti a proposito di Venezia e Napoli, attraverso una ricerca nei racconti di viaggio e sulle corrispondenze, si rivela indispensabile. Il lavoro sui transfert culturali tra Venezia e Napoli sarà reso possibile dalle testimonianze lasciate dai musicisti che si installarono stabilmente nelle due città. Chi tra loro si installò definitivamente in una delle due città fornirà la materia per un lavoro sui transfer culturali tra Venezia e Napoli con la mediazione dei musicisti. Gli esempi utilizzati saranno quelli di Johann Adolf Hasse, ma anche di Nicolò Porpora e Antonio Sacchini, in un’ottica comparatista. Altri musicisti si aggiungeranno successivamente al corpus con l’avanzare delle ricerche.

 

 

La circolazione delle opere e dei modelli pedagogici

La presenza di istituzioni specifiche nelle due città, contemporaneamente votate all’insegnamento della musica e all’accoglienza delle orfane, merita la conduzione di una vera e propria inchiesta comparativa. Il fatto che alcuni musicisti considerati nel corpus, in particolare Johann Adolf Hasse, siano stati legati tanto agli ospedali veneziani quanto ai conservatori napoletani permette di interrogarsi sulla possibilità di una circolazione dei modelli pedagogici tra il Regno meridionale e la Repubblica settentrionale. Uno studio dei metodi d’insegnamento e dei solfeggi in uso nelle istituzioni veneziane e napoletane, comparati ad altri strumenti pedagogici utilizzati nella penisola e nel resto del continente, permetterà senza dubbio un’interessante riflessione sulla circolazione dei modelli pedagogici in Europa. Inoltre, una ricerca sulla circolazione delle partiture tra Napoli e Venezia, preliminare indispensabile a tutti i tentativi di studio sui transferts musicali tra il Regno e la Repubblica, dovrà apportare degli elementi innovativi a proposito della conoscenza che avevano i melomani napoletani della musica veneziane e viceversa. Questo lavoro si baserà principalmente su una ricerca condotta nelle biblioteche di queste grandi città, nel tentativo di ritracciare la storia delle loro collezioni musicali.

 

 

Costituzione ed esportazione oltralpe di un “modello italiano”

Uno studio della presenza straniera a Venezia e a Napoli deve necessariamente avvalersi di una ricerca sulla ricezione dell’offerta musicale presente in queste due città da parte dei viaggiatori. Attraverso una rilettura sistematica delle corrispondenze, racconti di viaggio e testimonianze diverse lasciate dagli Europei in viaggio in Italia tra il 1650 e il 1750, si cercherà di comprendere il modo in cui gli stranieri percepivano le istituzioni di formazione musicale esistenti a Venezia e Napoli. Grazie alle loro testimonianze, queste istituzioni sono progressivamente divenute emblematiche della situazione italiana, facendo nascere un modello artificiale detto “italiano” : benché in nessuna fonte si trovi esplicitamente il legame tra ospedali e conservatori, tuttavia queste istituzioni si sovrappongono progressivamente nell’inconscio dei viaggiatori, che evocano i “conservatori italiani” presentandoli come modello.

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