Attualità

 

C. Giron-Panel/ A.-M. Goulet (ed.), La musique à Rome au XVIIe siècle : études et perspectives de recherche, Roma 2012.

"L'accademia come luogo d'incontro: musicisti e letterati stranieri a Roma"

28.10.2010, 11:00 - 13:00 ore  | DHI
Inga Mai Groote (Ludwig-Maximilians-Universität München)

L’accademia come istituzione più o meno formalizzata offre senza dubbio un luogo d’incontro dove confluiscono intellettuali, nobili, altri interessati e anche artisti. Le accademie con interessi letterari possono stabilire anche il contatto con autori di testi per musica, e poiché le esecuzioni musicali possono assumere un ruolo più o meno fisso nelle manifestazioni accademiche (si pensi alle attività dell’Accademia del Disegno), le accademie sono da considerare anche come un luogo della musica. Nel contesto romano le iniziative accademiche che includono la musica si situano in un ampio panoramico fra altre istituzioni e mecenati. Saranno discusse l'importanza della (presunta) ugualità dei membri rispetto alla condizione di ‚forastiero’ e il ruolo della partecipazione alla musica ‘accademica’ in relazione con altre strategie professionali per musicisti stranieri.

 



Resoconto

Nella ottava seduta del seminario Inga Mai Groote si è interessata all’accademia come istituzione più o meno formalizzata e luogo d’incontro dove confluiscono intellettuali, nobili, altri interessati ed anche artisti. Le accademie con interessi letterari possono stabilire anche il contatto con autori di testi per musica, e poiché le esecuzioni musicali possono assumere un ruolo più o meno fisso nelle manifestazioni accademiche, le accademie sono da considerare anche come un luogo della musica. Si faceva musica nelle accademie e, siccome la musica faceva parte del quadrivium, essa era anche ogetto di discussione scientifica. Groote ha svilupatto diversi esempi: i concerti di musica che si svolgevano durante le sedute dell’accademia degli Ordinati, l’accademia reale di Cristina di Svezia di cui i primi statuti affermavano il posto della musica, o ancora le feste dell’accademia di San Luca che accolsero musica sotto l’impulsione del cardinale Ottoboni.

 

Groote ha effettuata una distinzione tra lo straniero e il forestiero, sottolineando che tutte le persone che non appartenevano all’accademia era considerate come straniere. Se in altre città italiane le fonti d’archivio contengono nomi di musicisti stranieri, invece a Roma non è il caso. Nel contesto romano le iniziative accademiche che includono la musica si situano in un ampio panorama, fra altre istituzioni e mecenati. Nella città papale erano talmente forti le grandi istituzioni che la struttura accademica appariva come secondaria per un musicista che cercava un mecenate. Nonostante ciò, facendo l’esempio di Girolamo Kapsberger, nobile di origine tedesca e musicista, Groote ha mostrato come aveva approffitato del sostegno dell’accademia degli Umoristi e di quella degli Imperfetti. Esisteva un legame forte tra il patronage e le accademie, ma la partecipazione dei musicisti stranieri alla musica «accademica» deve essere messa in relazione con altre strategie professionali.

 

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