Attualità

 

C. Giron-Panel/ A.-M. Goulet (ed.), La musique à Rome au XVIIe siècle : études et perspectives de recherche, Roma 2012.

I musicisti tedeschi a Venezia, fra Seicento e Settecento

30.09.2010, 11:00 - 13:00 ore  | EFR
Sylvie Mamy (Versailles/ CNRS, F)

Alla fine del Seicento, la Serenissima perde le sue guerre contro i Turchi e subisce un rapido declino economico. Venezia diventa una città di turismo, soprattutto nel periodo invernale quando il carnevale, per due mesi interi, è al culmine. Numerosi stranieri affluiscono sulla laguna, nonché principi che possono mascherarsi e godere « incognito » i teatri d’opera, le sale da gioco, i balli, i banchetti nei palazzi signorili, e le accademie musicali. I musicisti stranieri, e soprattutto di origine tedesca (Händel nel 1709, Johann David Heinichen (1710-1713), Gottfried Heinrich Stölzel (1713-1714), il violinista Johann Georg Pisendel, allievo e amico di Vivaldi, il compositore Jan Dismas Zelenka (nel 1716-1717), il celebre flautista Johann Joachim Quantz (1726) e, dal 1730 in poi, Johann Adolf Hasse, non scendono più a Venezia per pubblicare le loro opere dai grandi editori musicali e per studiare presso i maestri di cappella di San Marco (come nel Cinquecento), ma essenzialmente attirati dalla vitalità dei teatri d’opera, nonché dalla notorietà di certi musicisti e compositori locali, come Antonio Lotti, Tommaso Albinoni, Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi, il misterioso Prete rosso, violinista-fenomeno che vende i suoi concerti per violino, stampati e manoscritti, nell’intera Europa.

 


 

Bibliografia

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Women musicians of Venice
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La Musique à Venise
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The Denzi Family: tre Generation di Musicisti a Venezia e a Praga
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Mamy Sylvie
Les grands castrats napolitains à Venise au XVIIIe siècle
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Ead.
Balades musicales à Venise du XVIe au XXe siècle
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Over, Berthold
… sotto l’Ombra della Regina di Pennati. Antonio Vivaldi, Kurfürstin Therese Kunigunde von Bayern und andere Wittelsbacher
in Italian Opera in Central Europe 1614-1780, a cura di Norbert Dubowy, Corinna Herr e Alina Zorawska-Witkowska, BWV Berliner Wissenschafts-Verlag, pp. 251-297

Id.
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Pancino, Livia (a cura di)
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Passeggiate musicali a Venezia
trad. de l’ouvrage précédent en italien, parution décembre 2006, Trévise, Vianello Libri, 192 p. Prima Passeggiata: « Alla conquista dello spazio », commercianti e artisti fiaminghi e tedeschi a Venezia nel Cinquecento

Selfridge Field
Eleanor, Pallade Veneta, Writings on Venetian Music 1650 – 1750
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Talbot, Michael
Musical Academies in Eighteenth-Century Venice
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Id.
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in  Informazioni e Studi Vivaldiani, Milano, 1987, p. 31-50 ; articolo pubblicato in « Venezia, Music at the Age of Vivaldi » (III)

 



Resoconto

All’inizio Mamy ha accennato agli aspetti distintivi di Venezia. Ha posto l’accento sugli aspetti storici. C’è molto di più: Venezia non aveva una corte principesca – come Mantova con la famiglia del principe Gonzaga, come Firenze, come Parma oppure Ferrara. Venezia era una Repubblica. Il doge governava sia la vita clericale che la vita secolare. L’universo complesso della città era una gerarchia severa basata sulle diverse magistrature ed i diversi territori di terra e di mare appartenuti alla Serenissima. Inoltre Venezia era una città molta prestigiosa e su di lei aveva influito la vicinanza geografica di Vienna e la simpatia di Venezia per l’Austria. C’è un aspetto che ha avuto importanza se Mamy è venuta a parlare di musicisti tedeschi a Venezia come Heinrich Schütz, l’allievo di Giovanni Gabrieli, come Johann Rosenmüller (nato nel 1619), Johann Philipp Krieger, alla fine Georg Friedrich Händel, Johann David Heinichen (1683-1729), Gottfried Heinrich Stölzel oppure Daniel Gottlieb Treu.

In più Mamy ha constatato che la vita artistica veneziana nel cinquecento e ai primi del seicento era legata alla ricchezza economica e agli scambi commerciali con i paesi nordici. Poi il mondo artistico veneziano cambia perché tutte le circostanze cambiano. Anche se diversi paesi – fra cui anche la Repubblica Venezia – gli sono stati alleati per combattere l’invasione turca e sebbene avesse riportato una vittoria, Venezia non poteva ritrovare il suo splendore antico. Nel corso del Seicento i prestigiosi editori e stampatori veneziani – per esempio Petrucci, Antico oppure Gardane – sono decaduti. Mamy ha chiamato questo declino addirittura un "declino totale".

Specialmente la vita musicale a San Marco ripiegava su musicisti nati a Venezia o nel Veneto. Rari sono stati i musicisti stranieri negli ospedali veneziani che potevano insegnare o dirigere i Chori. Ma c’erano altri paesi, dove musicisti stranieri hanno potuto praticare la musica. Sopratutto le ambasciate dove gli ambasciatori organizzavano feste, balli oppure banchetti con musica. In un certo periodo, per esempio Vivaldi era sotto la protezione dell’ambasciatore austriaco, Johann Baptist Colloredo Waldsee. Ed anche l’elettrice di Baviera – Therese Kunigunde – ha sostenuto con un sussidio musicisti, anche se lei è stessa caduta in miseria finanziaria.

Con vista sul tema della conferenza di oggi: Sylvie Mamy anche ha fatto riferimenti brevi all’accademia a Venezia. Importante per la musica era l’Accademia degli Animosi, che era una divisione dell’Arcadia Romana. Il capo era, fra l’altro, Apostolo Zeno, un librettista importante che divenne "Poeta Cesarea" a Vienna prima di Metastasio. E molti librettisti dell’opera sono dipesi dall’Accademia degli Animosi (librettisti come Noris o Lalli ecc.).

 

I loro ideali si sono riflettuti nei libretti, sia nella forma che negli argomenti. In conclusione c’è – secondo Mamy – anche una grande influenza della "tragedie française", anche nei libretti musicali di Vivaldi.

Contatto

Anne-Madeleine Goulet

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