Attualità

 

C. Giron-Panel/ A.-M. Goulet (ed.), La musique à Rome au XVIIe siècle : études et perspectives de recherche, Roma 2012.

Rapporti musicali tra Roma e l’Europa all’epoca della guerra di successione spagnola: autori, edizioni musicali, strumenti, musica nelle chiese nazionali e presso gli ambasciatori

25.02.2010, 14:30 - 16:30 ore  | DHI
Saverio Franchi (Roma)

Oggetto dell’intervento sarà un quadro del ruolo europeo di Roma nelle esperienze musicali tra gli ultimi anni del Seicento e il 1730. Con l’attività di musicisti stranieri o di italiani che a lungo avevano lavorato presso le corti di Parigi e Vienna (Lorenzani, Bononcini), con importanti edizioni di sonate di autori stranieri, con l’affermazione dell’oboe e del flauto traversiere (il soggiorno a Roma di Jacques Hotteterre presso il principe Ruspoli è documentato), le vicende musicali nella città papale ebbero un tono splendido e internazionale; le musiche eseguite nelle chiese nazionali e quelle promosse dagli ambasciatori ebbero vasta risonanza nelle capitali del tempo; un gran numero di musicisti romani fu poi attivo a Londra, a Vienna, a Lisbona; il caso del Portogallo è legato in particolare al tipo di “serenata” tanto usata a Roma e ivi portata da Domenico Scarlatti.

 


 

Bibliografia

Su Roma al tempo della guerra di successione spagnola è bene riferirsi a opere storiche di carattere generale e alla cronaca di un attento contemporaneo:

Giuntella, Vittorio Emanuele
Roma nel Settecento
Bologna 1971

Gross, Hanns
Rome in the Age of Enlightenment
Cambridge [Mass.] 1990, ed. ital. Roma nel Settecento, Roma-Bari 1990

Valesio, Francesco
Diario di Roma
a cura di Gaetana Scano con la collaborazione di Giuseppe Graglia, voll. III-IV, Milano 1978

Von Pastor, Ludwig
Geschichte der Päpste seit dem Ausgang des Mitteltalters
vol. XV, Freiburg im Breisgau 1930, ed. italiana: Storia dei papi dalla fine del medio evo, Roma 1933



Per gli effetti della guerra sulle vicende della musica e sulla biografia dei musicisti:

Kirkendale, Ursula
The war of the Spanish Succession reflected in works of Antonio Caldara
in: Acta musicologica 36, 1964, pp. 221-233 (reprinted in Warren and Ursula Kirkendale, Music and Meaning. Studies in Music History and the neighbouring disciplines, Firenze 2007, pp. 269-285)



L'attività musicale romana di quegli anni è ricostruita e commentata in:

Franchi, Saverio
Drammaturgia romana II (1701-1750)
ricerca storica, bibliografica e archivistica condotta in collaborazione con Orietta Sartori, Roma 1997



Per la presenza di Haendel a Roma:

Kirkendale, Ursula
The Ruspoli Documents on Handel
in: Journal of the American Musicological Society 20, 1967, pp. 222-273

Ead.,
Handel with Ruspoli: new documents from the Archivio Segreto Vaticano, December 1706 to December 1708
in Studi musicali 32, 2003, pp. 301-348

Lindgren, Lowell
Il dramma musicale a Roma durante la carriera di Alessandro Scarlatti, in Le muse galanti. La musica a Roma nel Settecento
a cura di Bruno Cagli, Roma 1985, pp. 35-57

Id.
Si veda anche la voce su Ruspoli in MGG con la relativa bibliografia



Altri testi importanti:

Franchi, Saverio
Il principe Livio Odescalchi e l'oratorio “politico”, in L'oratorio musicale italiano e i suoi contesti (secc. XVII-XVIII)
a cura di Paola Besutti, Firenze 2002 («Quaderni della Rivista Italiana di Musicologia» 35), pp. 141-258

Piperno, Franco
«Anfione in Campidoglio». Presenza corelliana alle feste per i concorsi dell'Accademia del Disegno di San Luca
in Nuovissimi studi corelliani, Atti del terzo congresso internazionale (Fusignano, 1980) a cura di Sergio Durante e Pierluigi Petrobelli, Firenze, Olschki, 1982, pp. 151-208

Id.
«Su le sponde del Tebro»: eventi, mecenati e istituzioni musicali a Roma negli anni di Locatelli. Saggio di cronologia
in Intorno a Locatelli. Studi in occasione del tricentenario della nascita di Pietro Antonio Locatelli (1693-1764), a cura di Albert Dunning, voll. 2, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 1995, pp. 793-877

Rostirolla, Giancarlo
Il "Mondo novo" musicale di Pier Leone Ghezzi
Milano, Skira 2001



Per le musiche promosse dagli ambasciatori ci sono alcune valide opere sulle chiesa nazionali a Roma

di Jean Lionnet
su S. Luigi dei Francesi e S. Giacomo degli Spagnoli
in lingua francese

di Rainer Heyink
sulla chiesa imperiale di S. Maria dell’Anima
in lingua tedesca

di Saverio Franchi e Orietta Sartori
su S. Antonio dei Portoghesi
in lingua italiana



Per l’affermazione dell’oboe a Venezia e a Roma:

Bernardini, Alfredo
The oboe in the Venetian Republic, 1692-1797
in: Early Music 16, 1988, pp. 372-387;

La Via, Stefano
L'ambiente musicale ottoboniano. Il Mondo novo e la Computisteria Ottoboni a confronto
in Giancarlo Rostirolla, Il “Mondo novo“ cit.

 



Resoconto

La seconda seduta del seminario è stata dedicata agli scambi musicali fra Roma e l’Europa all’epoca della Guerra di Successione spagnola. Franchi si è soffermato su questo conflitto che ha segnato i tempi e che si è concluso con la spartizione dei domini spagnoli. La Guerra di Successione ha avuto una notevole influenza sulla biografia dei musicisti europei: è a questo fenomeno che Franchi ha dedicato il suo intervento, mettendo a fuoco diversi punti tramite tabelle di sintesi molto eloquenti: in primo luogo, ci ha presentato l’elenco dei principali mecenati e dei compositori da loro patrocinati; in seguito ci ha parlato delle diverse forze politiche presenti a Roma, divise tra filoborbonici, filopapali e filoabsburgici; poi ha proposto un panorama delle attività musicali a sfondo politico; un’ultima tabella elenca tutte le edizioni romane di musica strumentale pubblicate fra il 1675 e il 1730, mostrando come Roma in quest’epoca sia stata un importante centro d’edizione del repertorio strumentale.

In questo contesto generale Franchi si è soffermato su alcune figure importanti, come Francesco Maria Marescotti-Ruspoli per quanto riguarda i mecenati, e Jacques Hotteterre per quanto riguarda i compositori.

 

Dibattito

Il dibattito che ha seguito è stato molto ricco. Ne ricorderemo sostanzialmente quattro punti utili nella nostra prospettiva:

- Markus Engelhardt ha sottolineato la pluralità degli stili nazionali all’epoca, ricordando quanto fieri fossero i compositori dei loro stili nazionali. Franchi ha invece insistito sull’omogeneità di questi stili e sulla facilità con la quale i musicisti passavano da un ambiente all’altro. Questo rappresenta uno dei punti cruciali della nostra riflessione, che dovremo senz’altro approfondire.

- secondo punto (strettamente connesso al precedente): Luca della Libera ha fatto una proposta: prima di parlare di stili nazionali, sarebbe opportuno distinguere i generi. Secondo lui la distinzione fra diversi stili non vale ad un livello generale, ma si può osservare solamente all’interno di generi musicali ben definiti.

- terzo punto: una domanda sul ruolo della danza a Roma in questo periodo ha permesso di stabilire un legame fra la danza e gli ambienti francesi. Si apre qui una traccia interessante, secondo cui una pratica musicale è strettamente legata ad una presenza straniera nella città.

- quarto punto: una parte del dibattito ha portato sullo sviluppo della musica strumentale e sull’uso di nuovi strumenti. È stato ricordato che uno dei maggiori interessi relativi alla presenza di musicisti stranieri era il fatto che arrivassero con nuovi strumenti.

Contatto

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